DRAGAMINE G32

S.VINCENZO (LI)

All’inizio della prima grande guerra, la carenza di mezzi dragamine obbligò la Regia Marina all’acquisto di mezzi alternativi: fu così che venne importata dal Giappone una flottiglia di 47 pescherecci oceanici, armati, rinominati e riadattati per la nuova funzione assegnatagli; a causa della loro lentezza, erano però facile preda dei sommergibili. Anche il G32 subì tale sorte affondando vicino punta Mesco nel 1918 e li riposa appoggiato su un fondo limaccioso a –26mt, offrendosi docile ed in perfetto assetto di navigazione al turista subacqueo, molto spesso avvolto in un’impenetrabile cortina di sedimenti in sospensione.

Un grande argano trattiene ancora, dopo quasi un secolo, una fune di traino del sistema dragamine ed ospita un grosso grongo stanziale; del cassero resta la caratteristica intelaiatura a pagoda e spesso dai vari boccaporti e passaggi si vedono spuntare le antenne di aragoste celate fra ciò che rimane nell’interno dei locali.

Due ampie arcate metalliche fissate a babordo e tribordo, griglie di aerazione, bitte, argani, tutto è colonizzato da spugne e briozoi che contribuiscono a rendere interessante l’immersione.

Le ridotte profondità e dimensioni del relitto, permettono comodamente la perlustrazione in una sola immersione, anche se è piacevole farvi ritorno occasionalmente.

 

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Dati tecnici:

tipo             peschereccio dragamine
profondità   min -19mt
                  max -26mt
fondo          sabbia fango
difficoltà     moderata
corrente     scarsa
ingresso     su ancora
gps          

 

 

relitti

 

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